“IL MATRIMONIO NON È UNA SEMPLICE CONVIVENZA A TERMINE”

“Sono 160 le richieste di dichiarazione di nullità di matrimonio provenienti dalle 7 diocesi abruzzesi. Di queste, 75 introdotte nell’anno 1997. Ben 46 di esse sono state avviate richiedendo l’applicazione della norma inerente alla ‘simulazione totale o parziale’ da parte di uno dei coniugi, altre 16 a causa di incapacità, 15 per timore, 8 a seguito di errore e 4 per dolo”. Sono gli ultimi dati regionali forniti dal tribunale ecclesiastico dell’Abruzzo che registrano un incremento delle richieste di dichiarazione di nullità provenienti dalle 7 curie diocesane. “I dati rivelano l’insufficente conoscenza e la scarsa preparazione al sacramento del matrimonio” è il commento di don Angelo Vizzarri, neo presidente del tribunale ecclesiastico regionale abruzzese. Motivo di questa situazione è “la mentalità sbagliata con cui i giovani si sposano e che fa dire loro, in modo aperto e convinto, proviamo, poi se non va bene divorziamo” escludendo di fatto “l’indissolubilità del matrimonio”, con conseguente “motivo di nullità”. Tra le cause di nullità don Vizzarri, ricorda la simulazione “quando uno o entrambi i contraenti hanno simulato tutto il matrimonio”, il dolo “un inganno ai danni dell’altra persona a cui è stato nascosto qualcosa, magari anche una malattia”, e il timore cioè costringere con la forza o con plagio l’altro a contrarre matrimonio”. Per porre rimedio a questa situazione per il neo presidente “è necessaria una formazione permanente che faccia conoscere gli elementi costitutivi del sacramento del matrimonio che non è una semplice convivenza ma una scelta definitiva e il rilancio di una seria pastorale familiare”. In questo percorso di formazione anche “il tribunale ecclesiastico gioca un ruolo importante e richiede attenzione ai mutamenti sociali, essendo la natura dell’ordinamento canonico composta da elementi teologici ed umani”.