MIGRANTES: “IN PERICOLO IL CIRCO, LO SPETTACOLO PIÙ ANTICO DEL MONDO” (2)

Il seminario di studio promosso dalla Fondazione Migrantes è “in linea con la costante attenzione della Chiesa verso le categorie di minoranza, tra le quali vengono annoverati anche gli operatori dei circhi”. Lo ha detto mons. Giuseppe Di Falco, vescovo di Sulmona-Valva e membro della Commissione ecclesiale per le migrazioni. Mons. Di Falco ha affermato che l’attuale il disegno di legge sull’uso degli animali nei circhi “suscita non solo forti preoccupazioni di carattere sociale per gli operatori e le loro famiglie, ma anche notevoli perplessità sul modo di giudicare la loro attività che ha una lunga tradizione e si è positivamente inserita come portatrice di serenità e di gioia ai piccoli e ai grandi”. Nel precisare poi che “non spetta di certo a noi come Chiesa approvare o respingere un disegno di legge”, il vescovo ha chiarito che l’intenzione del seminario è quello di offrire “anche ai legislatori un contributo di riflessioni meditate e approfondimenti obiettivi”. Secondo il presidente dell’Ente nazionale circhi (Enc) Egidio Palmiri “se si vuole far morire il circo, con la sua storia e la sua cultura, non c’è che da eliminare gli animali” che insieme ai clown e agli acrobati sono “la terza gamba su cui poggia da sempre lo spettacolo circense”. In Italia sono 5000 gli addetti che ruotano intorno al mondo del circo e 124 i circhi nazionali. Tra cavalli, elefanti, cammelli, dromedari, ippopotami e mucche indiane, sono 800 gli animali tenuti nei circhi. “E’ il primo spettacolo dal vivo – aggiunge Palmiri – che vedono i bambini e che ancora piace visto che nel 1997, i dati Siae attestano un incremento dell’11,5% rispetto all’anno precedente”.