“Sì alla razionale regolamentazione della presenza degli animali nel circo, no alla acritica eliminazione”. E’ quanto chiedono i circa 70 rappresentanti del circo italiano in una mozione finale che è stata letta oggi a conclusione del seminario di studio promosso dalla Fondazione Migrantes della Cei su “Circo e animali: un problema? quale?”. Facendo esplicito riferimento al disegno di legge sulle “Nuove norme sull’uso degli animali in circhi e spettacoli viaggianti” depositato in Senato, i partecipanti al seminario affermano: “desta la massima preoccupazione l’impostazione stessa del progetto legislativo che, se venisse convertito in legge senza sostanziali cambiamenti, equivarrebbe a un decreto di morte per l’esistenza stessa di uno spettacolo tra i più popolari e tradizionali della vita italiana”. Ciò che più “sconcerta” i circensi è la richiesta di porre “la parola fine alla presenza degli animali nel circo” e il riferimento nel ddl ad una filosofia “estremamente equivoca, dettata da un cumulo di pregiudizi e di presupposti gratuiti”. A parere dei circensi, nel ddl “si equivoca arbitrariamente sul termine cattività”; “si sottointende una funzione diseducativa del circo”; “si lasciano intendere presunte vessazioni” mentre “il buon rapporto con l’animale è il presupposto per ottenerne la collaborazione e le miglioiri prestazioni”. Per queste ragioni, i circensi chiedono che “la nuova legge riaffermi la funzione sociale dei circhi equestri’ e che “si giunga a una rivisitazione complessiva del circo, restituendogli quel valore anche culturale ed educativo che per lunga tradizione gli compete”. (segue)