Una croce di granito a oltre tremila metri per celebrare i vent’anni di pontificato di Giovanni Paolo II e una vetta del gruppo Adamello intitolata al Papa. Questa l’iniziativa di un apposito “Comitato”, costituitosi per ricordare le due visite del Papa, che nel 1984 e nel 1988 ha trascorso alcuni giorni sulle cime del gruppo dell’Adamello, il massiccio che fa da spartiacque fra Trentino e Lombardia. Di qui l’iniziativa di realizzare un’imponente croce di granito (35 quintali) sulla “Cresta Croce”, a quota 3.278 e d’intitolare una punta della “Cresta Croce” a Giovanni Paolo II, di fronte al rifugio della Lobbia Alta dove il Papa soggiornò. L’immagine del Papa in meditazione, “solo su un’immensa distesa di neve e ghiaccio”, ha commosso, infatti, i fedeli di tutto il mondo. Nella prima visita, il 16 luglio 1984, il Papa aveva incontrato “in quota” l’allora presidente Pertini; quattro anni più tardi, accogliendo l’invito degli Alpini in congedo (Ana), il Papa era tornato sulla Lobbia Alta per consacrare il monumentale altare in granito realizzato in occasione del 25° pellegrinaggio degli Alpini in Adamello. “Adesso – spiegano i promotori – la nuova croce di granito verrà collocata al posto di quella di legno ormai segnata dal tempo e dalle estreme condizioni ambientali”. E saranno ancora gli alpini i protagonisti del nuovo ‘pellegrinaggio’, il 30 e 31 luglio prossimi, che culminerà il 1 agosto con la benedizione della Croce e l’intitolazione dalla vetta a Giovanni Paolo II (ore 9.30), per concludersi con una Santa Messa presieduta da mons. Giovanni Battista Re (ore 11.30). Concelebreranno, tra gli altri, mons. Giuseppe Mani, ordinario militare d’Italia, mons. Gianni Danzi, segretario della Pontificia Commissione per lo Stato Città del Vaticano, don Claudio Giuliodori, direttore dell’Ufficio Cei per le comunicazioni sociali.