NAPOLI, IL GIORNO DOPO L’OCCUPAZIONE DEL DUOMO

“Con la protesta di ieri i lavoratori hanno dato risonanza e voce al loro problema. Ma è solo un primo passo. Ora è il momento di intavolare una discussione con governo e enti locali”: è quanto afferma oggi mons. Antonino Pace, responsabile dell’Ufficio per la pastorale sociale e del lavoro di Napoli e della Campania, dopo la protesta di ieri che ha visto un gruppo di lavoratori (impiegati nei lavori socialmente utili) occupare per tutta la giornata la cattedrale di Napoli. A breve è previsto anche un incontro con il ministro del lavoro Tiziano Treu. “Da oggi inizia il tavolo delle trattative – spiega mons. Pace -, durante il quale verranno ribadite le richieste dei lavoratori, con la denuncia della sproporzione tra orario di lavoro e reddito”. Con il decreto legislativo 468/1997, ricorda, “è stato innalzato il tetto massimo delle ore da 40/50 ad 80/100, mentre il salario è rimasto fermo ad 800 mila lire mensili. Oltre tutto il loro salario, assimilato ad un sussidio per la disoccupazione, ai fini fiscali va denunciato come lavoro dipendente”. Nella sola Campania gli impiegati nei lavori socialmente utili sono 30.000 (100.000 in Italia).Mons. Pace fa presente che i lavoratori chiedono di essere assunti in pianta stabile negli organici degli enti locali, “una strada praticabile ma solo fino ad esaurimento dei posti disponibili”. La soluzione del problema, precisa, è un’altra: “Bisogna favorire l’emersione del sommerso. Se in Campania si legalizzasse il lavoro nero avremmo una percentuale di disoccupati dell’8 per cento, cioè inferiore alla media nazionale che è del 12 per cento”.