Sarà presentata lunedì 6 luglio a Roma, durante un congresso internazionale su “Giovani emarginati e rischio Aids in tre capitali europee” un’indagine condotta dalla Caritas di Roma, dalla Caritas di Atene e dalla Fondazione anti-Sida di Madrid. La ricerca, iniziata nell’agosto ’97, si è svolta nei centri di ascolto nei pressi della Stazione Termini di Roma e in alcune piazze e strade di Atene e Madrid. In ciascuna città sono stati contattati 400 giovani (in totale 1200), di età compresa tra i 18 e i 35 anni, per conoscere i motivi e le condizioni del disagio, analizzare i comportamenti a rischio e le conoscenze in merito all’Aids.Dalle prime analisi sembrano emergere atteggiamenti di disattenzione e superficialità anche tra i giovani emarginati, con la conseguenza di rischi più elevati di contrarre il virus. Le fasce giovanili di emarginazione in Italia sono rappresentate in prevalenza da maschi, di età superiore ai 25 anni, non sposati, fumatori, istruiti ma disoccupati e senza fissa dimora. Vivono di assistenza sociale ma il contatto con i servizi non serve a protteggere dal rischio Aids; la media di età dei giovani a rischio si abbassa invece in Grecia, a causa dell’uso di sostanze stupefacenti; a Madrid l’emarginazione giovanile è caratterizzata da un alta percentuale di maschi, di età superiore ai 25 anni, istruiti e con un lavoro. I madrileni corrono più rischi di contagio degli altri a causa di comportamenti sessuali inadeguati.