“Se sono vere le indiscrezioni trapelate sul disegno di legge di innalzamento dell’obbligo, pare proprio che il sistema della formazione professionale non abbia recuperato titolarità, come da noi richiesto insistentemente”: a parlare è Emilio Gandini, presidente nazionale della Confap (la confederazione che raggruppa 312 tra enti e centri di matrice cattolica operanti nella formazione professionale). “Questo dispiace – prosegue Gandini – perché i giovani hanno necessità di avere percorsi formativi diversificati che assecondino le loro attitudini. Si parla ora di una delega al ministro della pubblica istruzione per l’attuazione di un apposito regolamento. Mentre da parte nostra rimane la perplessità sul testo uscito dalla commissione parlamentare. Se sono vere le indiscrezioni, l’unica possibilità di ‘recupero’ è attraverso il regolamento attuativo. Però, per il mondo della formazione professionale cattolica sarebbe stato opportuno inserire già nel disegno di legge la possibilità che i centri accreditati possano assolvere l’obbligo col biennio aggiuntivo”. Oltre alla Confap, l’area dei centri formativi di ispirazione cristiana comprende anche le Acli che dispongono di quasi 250 centri per altri 50 mila allievi.