Un vescovo francese, mons. Léon Taverdet, della diocesi di Langres che ospita i mondiali di calcio, interviene per richiamare i veri valori dello sport. “Un vero sportivo – ricorda mons. Taverdet – sviluppa tanto i valori profondi della propria umanità, quanto le sue forze fisiche. Sa che una partita non è una guerra. E che bello è il gesto di colui che, di fronte a tutto lo stadio, tende la mano all’avversario che ha fatto cadere! Si tratta di una ‘furtiva scusa’ che dice molto di più di quanto sembri!”.Perciò, prosegue il vescovo francese, “noi applaudiamo alle partite vinte grazie al coraggio, al rispetto di se stessi e dell’avversario, alla capacità di dimenticare se stessi a favore della squadra”. Ma, “i giocatori, di qualsiasi società sportiva, celebri o modesti, non sono né delle merci messe sul mercato né dei propagandisti di un’ideologia. La gloria di una vittoria, fosse anche quella di una nazione, non potrà mai significare il trionfo di una razza. Non la si potrà mai conquistare se non nell’onestà e nel rispetto della persona”. Anche “i tifosi hanno le loro responsabilità. Sanno che senza di loro le squadre perderebbero di slancio. Ma devono anche ricordare che l’odio, la collera, la violenza sono in contraddizione con l’autentico spirito sportivo”.