Una riflessione storica sulla ricchezza spirituale del monachesimo, con uno sguardo alle prospettive per il futuro viene fatta in questi giorni nel corso del convegno “Europa e Terzo millennio: una sfida per il monachesimo” che si sta svolgendo all’abbazia di Praglia (Padova) e si chiuderà domani. Padre Innocenzo Gargano, priore del monastero camaldolese di S.Gregorio al Celio di Roma, ha ripercorso “luci e ombre” del monachesimo cristiano del secondo millennio. Secondo padre Gargano, negli ultimi anni è riemerso, in Italia e all’estero, “il tentativo di rivisitare la tradizione monastica con l’apporto dell’umanesimo ed è stata recuperata la sensibilità missionaria”. Negli ultimi 50 anni infatti, ha fatto notare padre Gargano, sono stati aperti nel mondo 335 nuovi monasteri. “Il monachesimo sta recuperando la sua vitalità e capacità propositiva – ha detto – perché ha molte cose da dire al mondo. Insegna a relativizzare tutto ciò che può abbagliare l’uomo contemporaneo e a dare importanza alla dimensione spirituale. E’ una proposta forte per rientrare in se stessi e scoprire che da qui inizia l’apertura verso l’altro. L’accoglienza del diverso, del debole spiritualmente, della persona handicappata, deve diventare sempre più una caratteristica del monachesimo, come pure l’attenzione al dialogo ecumenico, interreligioso e agli altri ambiti della vita moderna”. I monaci italiani (secondo l’annuario Cism 1997) sono 1029 (977 in Italia e 52 all’estero): le comunità sono 97 (90 in Italia e 7 all’estero). Le religiose di vita claustrale sono invece 7789, e fanno capo a 528 monasteri di 32 ordini monastici.