TARANTO: SOLIDARIETÀ DEL VESCOVO PER I LAVORATORI DELLA “BELLELI”

Trecento miliardi di fatturato, altri trecento di commesse con la Shell e la Statoil norvegese per le quali manca solo la firma del contratto, duemila dipendenti molto qualificati e una produzione di alta qualità che colloca l’azienda tra i leader mondiali nel settore delle piattaforme petrolifere: è questa la realtà della Bellelli Off Shore, per la quale nella giornata odierna, scandita dagli scioperi dei dipendenti che hanno semiparalizzato la città di Taranto, è sceso in campo anche l’arcivescovo, mons. Benigno Luigi Papa. Dice mons. Papa: “I lavoratori della Bellelli vivono momenti drammaticamente decisivi per il futuro del loro lavoro” e “la solidarietà che essi chiedono non è di tipo assistenziale: la società ha mercato e le capacità professionali degli operai, dei programmatori e degli ingegneri sono riconosciute da tutti e fanno onore al nostro territorio”. Secondo mons. Papa, che è affiancato anche dai politici locali, preoccupati di salvare l’azienda per la quale da due giorni è stato chiesto il concordato preventivo, occorre “la collaborazione attiva del Governo che deve sposare questa giusta causa” La “sposta in gioco” – aggiunge l’arcivescovo – “è molto alta non solo per l’economia della città e della provincia di Taranto, che verrebbe messa in ginocchio, ma anche per l’alta professionalità dei lavoratori della Bellelli che sarebbe ingiustamente mortificata”. Secondo Domenico Palmiotti, giornalista economico della “Gazzetta del Mezzogiorno”, la parola ora è alle banche, le quali sono le “proprietarie” del gruppo e hanno salvato le attività “buone”, tra le quali appunto Taranto e gli impianti di Mantova per la produzione di componenti di centrali elettriche. Ma un segno deciso – come sostiene l’arcivescovo e il mondo politico locale – viene chiesto al ministero dell’Industria, non pensando a forme assistenziali bensì ad organizzare una cordata di due – tre soggetti internazionali in grado di v alorizzare il patrimonio aziendale ancora intatto e rilanciarlo con rapidità e coraggio.