E’ favorevole il commento della rappresentanza per l’Italia del Bice (Bureau international catholique pour l’enfance) dopo l’approvazione definitiva, da parte del Senato, della legge contro la pedofilia. Ma questo è “solo un primo passo”, precisa al Sir Isabella Poli, portavoce per l’Italia del Bice: “Lo strumento giuridico non basta perché dobbiamo fare un lavoro di prevenzione alla base – sostiene -. Poi si deve insistere per avere politiche familiari più strutturate, sia a livello di monitoraggio delle situazioni familiari sia a livello di sostegno alla famiglia. Il caso di Ostia ci ha confermato che molto spesso queste situazioni nascono in contesti familiari già a rischio, per questo è importante sostenere la famiglia ed avviare politiche sociali che possano aiutarla a superare il disagio”. Tutto questo, aggiunge Poli, va inserito in “un contesto di cultura dell’infanzia. Se invece passano messaggi pubblicitari, informativi o televisivi che danno segnali in controtendenza – osserva -, facendo passare per normale quello che normale non è, l’applicazione della legge rischia di essere ostacolata. Si deve avere un approccio globale, per una promozione di una cultura dell’infanzia che sia rispettosa del bambino”.Secondo Poli, “qualche passo avanti si è fatto: mentre prima si ignoravano i problemi, ora, almeno a parole, si sta affermando un’attenzione maggiore, anche da parte del governo, con il piano sull’infanzia. Come Bice, insieme alle 35 associazioni che collaborano con noi, controlleremo e faremo opera di monitoraggio sulla reale applicazione delle norme”.