AIDS: CARITAS, UNA RICERCA SUI GIOVANI EMARGINATI DI ROMA, ATENE E MADRID

Giovani che “giocano alla roulette russa con l’Aids”, anche in situazioni di emarginazione, con maggiori rischi di contrarre il virus. La mancanza di comportamenti adeguati per evitare il contagio è uno dei dati emersi dall’indagine presentata oggi a Roma durante un congresso internazionale organizzato dalla Caritas dioecesana, in collaborazione con la Caritas di Atene e la Fondazione anti-Sida di Madrid: dal settembre ’97 all’aprile ’98, nei centri di ascolto e nelle piazze e strade delle tre capitali europee, sono stati contattati 400 giovani (in totale 1200), di età compresa tra i 18 e i 35 anni, per conoscere i motivi e le condizioni del disagio, analizzare i comportamenti a rischio e le conoscenze in merito all’Aids.Nei tre campioni presi in esame emergono atteggiamenti di “disattenzione e superficialità, spesso legati al fatalismo e al liberismo sessuale proprio di altre fasce di popolazione giovanile”. La condizione di emarginazione tipica dei giovani italiani (maschi, di età superiore ai 25 anni, non sposati, fumatori, istruiti ma disoccupati e senza fissa dimora a causa dell’allontanamento dalla famiglia) assume una connotazione sociale, mentre ad Atene e Madrid è più legata all’abuso di sostanze stupefacenti (rispettivamente nell’87,5 per cento dei casi e nel 74, 3 per cento). La situazione di disagio sociale è infatti più evidente nei giovani italiani (il 45,3 per cento vive di sussidi o carità e il 76,8 per cento è senza fissa dimora). Il 48 per cento dei giovani ateniesi e il 54,5 per cento dei madrileni ha invece una situazione lavorativa migliore. I giovani italiani accedono però ai servizi socio-sanitari più dei loro coetanei greci e spagnoli (67 per cento contro il 13,9 per cento e il 53,4 per cento). Questi ultimi dichiarano di poter contare molto sull’aiuto della famiglia. Riguardo all’informazione di base sul virus Hiv dicono di conoscere il termine “sieropositivo” l’80,7 per ce nto degli spagnoli, il 61,5 per cento degli italiani e il 41,7 per cento dei greci. Alla conoscenza non corrispondono però comportamenti utili ad evitare il contagio nel 47 per cento del campione italiano, il 39,5 per cento dei greci e il 48,7 per cento degli spagnoli.