Il Consiglio nazionale della scuola cattolica, riunitosi nei giorni scorsi a Roma, in riferimento al disegno di legge circa l’elevamento dell’obbligo di istruzione, ha riassunto la propria posizione in una nota che pubblichiamo integralmente:”L’innalzamento da 8 a 10 anni risponde allo scopo di accrescere i livelli di istruzione e di formazione e di renderli corrispondenti a quelli degli altri Paesi dell’Ue; qualora l’unico canale utile per l’assolvimento fosse quello scolastico, il sistema di formazione professionale sarebbe ridotto ad un ruolo del tutto residuale; inoltre gli Enti di formazione professionale, che per lunga tradizione hanno erogato un servizio educativo e sociale nei confronti di tanti adolescenti e giovani, rischierebbero di non poterlo più fare; la prosecuzione della formazione collocata in un biennio esclusivamente scolastico comporta il rischio, allo stato attuale delle conoscenze, di favorire, per una percentuale consistente di giovani, l’abbandono o l’uscita dal sistema formativo senza peraltro soddisfare l’oggettiva esigenza di itinerari opportunamente differenziati e personalizzati. In sintesi il ddl circa l’obbligo d’istruzione per 10 anni dovrà basarsi sui seguenti principi: differenziazione delle opzioni al fine di favorire negli alunni le scelte più confacenti alla propria personalità ed al proprio progetto di vita, di garantire al massimo il diritto di istruzione e formazione, di combattere la dispersione; flessibilità dei modelli di intervento; continuità del nuovo obbligo con i percorsi precedenti e successivi; personalizzazione dei percorsi. Il compimento dell’istruzione e della formazione obbligatoria si dovrà realizzare, in attesa della riforma del sistema formativo integrato, in strutture distinte, ma formativamente equipollenti e integrate: nei primi due anni dei corsi di studio di istruzione secondaria superiore; nel biennio di formazione professionale iniziale ne lle strutture formative accreditate secondo l’art. 17 della legge 196/97 e relativo regolamento attuativo”.