DA PESCARA LA CONFERMA CHE I ‘NUOVI POVERI’ SONO TRA I LAVORATORI

“Il trenta per cento dei ‘poveri’ che si presentano al Centro di ascolto diocesano di Pescara è costituito dai ‘nuovi poveri’, vale a dire persone della zona di una certa età, in genere tra i 40 e i 50 anni, che hanno perso il posto e non ce la fanno più a sostenere la famiglia, a pagare le bollette della luce e del gas, o l’affitto”: con queste parole Ivana Zuccarini, referente della Caritas Italiana per la regione Abruzzo e Molise, oltre che animatrice della Caritas diocesana di Pescara per il Centro di ascolto e un centro diurno per ragazzi immigrati, illustra la tendenza riscontrata in diocesi. “La zona di Pescara – spiega – presenta una situazione analoga a quella di molti altri territori dove vanno in crisi le piccole e medie aziende, le imprese edili e quelle agricole: i primi a pagare sono i lavoratori non più giovani, per i quali non c’è tutela. Quando bussano alle porte della Caritas lo fanno con una dignità diversa e un riserbo che a volte rende difficile cogliere subito il problema. Tra i nostri interventi più tipici in questi casi c’è la tutela giuridica legata a problemi di sfratto e di cause di lavoro”. Secondo Ivana Zuccarini, si registrano comunque anche “le povertà più note, quali tossicodipendenza, prostituzione, immigrazione clandestina, nomadismo. Per questo la diocesi ha deciso di affiancare al Centro di ascolto anche un ‘Osservatorio delle povertà e delle risorse’, visto come strumento pastorale di conoscenza e proposta. Lo scopo – spiega – è di un’azione che sia in sinergia anche con gli enti locali e le istituzioni pubbliche e private così da poter offrire risposte adeguate alla crisi sociale che genera un numero crescente di poveri tra i lavoratori considerati finora ‘normali’ “.