CENSIS: “GIOVANI ITALIANI, STESSI VALORI DEGLI EUROPEI MA MENO OPPORTUNITA'”(2)

A livello di valori i giovani europei si assomigliano molto, con qualche caratterizzazione per gli italiani. Tutti hanno grandi aspettative sull’ampliamento delle opportunità lavorative che deriveranno dalla cittadinanza europea (il 62,4 per cento degli europei e il 64 per cento degli italiani) e mostrano una grande senso di responsabilità nei confronti delle altre generazioni (il 35,9 per cento in Europa e il 47,9 per cento in Italia non lascerebbe un familiare anziano in un pensionato, e rispettivamente il 34,6 per cento e il 40,2 per cento dichiara che i giovani devono avere responsabilità precise verso gli anziani). Riguardo alla clonazione il 79,6 per cento degli italiani e il 75,7 per cento degli europei rifiuta questa pratica. Ciò che caratterizza il giovane italiano è però la religiosità, che determina posizioni diverse rispetto all’eutanasia, alla pena di morte e al matrimonio tra omosessuali: a fronte di un 19,4 per cento di europei che si professano credenti e praticanti, la quota di italiani è del 41 per cento (inferiore solo agli irlandesi e ai greci), segno, questo, “di una presenza della Chiesa in mezzo ai giovani, soprattutto attraverso l’associazionismo” ha rilevato Carla Collicelli, del Censis. Così, mentre in Europa i favorevoli alla pena di morte sono 35,8 per cento, in Italia solo il 24,3 per cento. A favore dell’eutanasia sono il 49,3 per cento degli europei e il 23,6 per cento degli italiani. Il diritto al matrimonio tra omosessuali è importante per il 51,7 per cento degli europei ma solo per il 36,1 per cento degli italiani. Emerge però l’aspetto del “relativismo morale” quando si parla di rapporti prematrimoniali: favorevoli l’83 per cento dei giovani italiani mentre la media europea è dell’86,5 per cento. La ricerca del Censis suggerisce anche alcune strade possibili a favore dei giovani: più interventi legati alla formazione e all’istruzione, politiche occupazionali con l’utili zzo di strumenti come il reddito minimo d’inserimento (sperimentato con successo in Gran Bretagna) e, da parte dei governi, politiche integrate per la gioventù.