“Occorrerebbe più attenzione alla persona da parte di tutti e meno contrapposizione, a livello politico, tra proibizionisti e antiproibizionisti. Solo così si possono raggiungere risultati migliori nella lotta alla droga”: lo ha detto don Mario Picchi, fondatore del Ceis, a margine della conferenza stampa di presentazione della “Relazione annuale al Parlamento sullo stato delle tossicodipendenze in Italia – 1997”. Secondo la ministra per gli Affari Sociali, Livia Turco, stante l’evoluzione dei dati, graduale diminuzione degli eroinomani e aumento dell’uso da parte dei giovanissimi delle “droghe sintetiche”, il governo si sente impegnato su questo nuovo fronte definito “una assoluta priorità”. I dati generali sui tossicodipendenti parlano di 131.717 assistiti nel ’97, dei quali l’86% sono maschi e l’87% sono consumatori di eroina. Più difficile fornire dati per quanto riguarda coloro che usano le “nuove droghe”, anche se dalle segnalazioni ai prefetti (174 mila persone dal ’90 al ’97) i minorenni costituiscono il 7% e sono in aumento. Secondo Giancarlo Scatassa, responsabile per il dipartimento Affari sociali del settore, i ragazzi tra i 15 e i 25 anni che potenzialmente potrebbero entrare nel circuito delle droghe sintetiche, sono 85 mila. “E’ il nuovo fenomeno con cui fare i conti – ha detto – e nel prossimo autunno si farà un convegno per stabilire quali strategie di prevenzione e intervento adottare”. L’auspicio è poter quanto prima dare vita a una “rete di servizi integrati tra pubblico e privato” (funzionano 518 SerT e 1348 comunità di accoglienza) per una risposta più organica soprattutto ai bisogni che – ha ricordato don Picchi – “oggi sono meno di tipo medico e più di tipo educativo e psicologico”.