“Considerato che esperti in demografia hanno ritenuto compatibili per il nostro Paese quote annuali di 100.000 e più nuovi stranieri, non si può dire che attualmente l’immigrazione in Italia sia da ritenersi un’invasione. Si può invece dire che sono risultate macchinose le procedure di ricongiungimento familiare e notevolmente inefficaci i meccanismi per il collocamento dei lavoratori stranieri”.Lo afferma la Caritas diocesana di Roma, anche in riferimento agli allarmismi per i frequenti sbarchi di stranieri sulle coste italiane.La Caritas romana sta ultimando un aggiornamento sull’immigrazione nel nostro Paese che è il quarto in Europa per numero di stranieri dopo Germania, Francia e Inghilterra.All’inizio del 1998 gli immigrati in Italia erano 1.240.721 con un’incidenza del 2,2% (1,9% nel 1996) sulla popolazione residente. Dal 1986 ad oggi il numero degli immigrati si è quasi triplicato mentre l’aumento annuale è stato mediamente di 72.000 unità.”La presenza straniera – afferma la Caritas di Roma – per il fatto di configurarsi sempre più stabile, rende obbligata la via dell’intercultura e del dialogo interreligioso mentre, attualmente, il processo di inserimento è più accentuato nelle regioni del Nord mentre il Centro e il Sud svolgono soprattutto una funzione di prima accoglienza”.Dei 1.240.721 immigrati in Italia, i cristiani sono il 52,2% (cattolici 29,9%, altri cristiani 22,3%), i musulmani il 34% gli ebrei lo 0,3%. Seguono gli scintoisti (3,3%), gli induisti (2,3%) ed altri.