“Per l’importanza e il significato che riveste nella vita e nella missione della Chiesa, il ministero diaconale non può essere conferito a persone impreparate”. Lo ha detto mons. José Saraiva Martins, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, commentando i due nuovi documenti che i dicasteri per l’Educazione Cattolica e per il Clero hanno realizzato sui diaconi permanenti. Riferendosi in particolare alla formazione del diacono, mons. Martins ha detto che il ministero può essere conferito “solo a chi abbia una seria formazione, abbia verificato attentamente la sua idoneità nei vari ambiti formativi ed abbia acquisito, così, i tratti spirituali propri di chi è chiamato ad esercitare tale servizio ecclesiale”. “La formazione iniziale ricevuta prima dell’ordinazione diaconale – ha fatto notare il Prefetto – deve continuare anche dopo di essa. Deve essere cioé permanente”. Mons. Martins ha spiegato che per il diacono, “la formazione permanente rappresenta un processo di continua conversione che coinvolge tutta la persona consacrata” e “ne sviluppa tutte le pontenzialità, perché possa vivere in pienezza il dono del suo ministero”. Questa formazione inoltre non può essere, ha detto mons. Martins, “frammentaria, parziale o settoriale”. Al contrario, ha aggiunto il Prefetto, la Chiesa esige dai diaconi una “solida e continua formazione umana, spirituale, dottrinale e pastorale” perché “soltanto così essi saranno in grado di affrontare le sfide del nostro tempo e di portare un contributo originale ed efficace al grande progetto di evangelizzazione”. I diaconi nel mondo sono 22.390, di cui il 68% nel continente americano, il 29% in Europa e l’altro 3% in Asia, Africa e Oceania.