In margine al 275° capitolo generale dei Domenicani, che si è concluso ieri a Bologna, il Maestro dell’Ordine, fr. Timothy Radcliffe, ha inviato una lettera a tutti i confratelli dal titolo “La promessa di vita. ‘Io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza’”. La lettera è divisa in tre parti: la vita apostolica, la vita affettiva e la vita di preghiera. “La vita domenicana è in primo luogo apostolica”, scrive il Maestro dell’Ordine. E spiega: “Essere un predicatore non è soltanto raccontare alla gente qualcosa su Dio. Noi possiamo avere una parola di speranza solamente se riusciamo a gettare uno sguardo dentro il dolore e la disperazione di coloro ai quali predichiamo”.Radcliffe affronta anche il problema della “ammissione di persone di orientamento omosessuale alla vita religiosa”. A suo avviso, “è probabile che qualsiasi cosa che venga scritta a proposito di questo argomento venga esaminata per vedere se si è ‘a favore’ o ‘contro’ l’omosessualità. Questo è un problema sbagliato”. Quanto alla vita di preghiera, il Maestro dell’Ordine scrive: “Sovente le nostre parole perdono di autorevolezza, perché sono sì e no; insinuano e sgomitano; sono colorate da allusioni e ambiguità, contengono frecciatine e piccoli risentimenti. Dobbiamo creare quel silenzio in cui le parole vere possano essere concepite e partecipate. Come possiamo riscoprire un tale silenzio in noi stessi e nelle nostre comunità? Secondo la mia esperienza, non c’è altro modo che trovare semplicemente il tempo di rimanere in silenzio alla presenza di Dio ogni giorno”.