I MILLE VOLTI DELLA MISSIONE NEL MONDO

Quattro tavole rotonde per sapere cosa significa per l’Europa, per l’Asia e l’Oceania, per le Americhe, per l’Africa aprirsi alla missione e cosa chiedono questi continenti alla Chiesa italiana: la seconda giornata del convegno missionario nazionale in corso a Bellaria (Rimini) è stata all’insegna del dibattito. “L’Africa chiede di essere conosciuta per quello che è – ha dichiarato padre Venanzio Milani, consigliere generale dei Comboniani – e non solo per il folclore e la natura. Solo conoscendone la cultura si può dialogare. L’Africa vuole un rapporto di solidarietà vera che nasca dalla conoscenza”. “I valori della missione si ritrovano anche nello sviluppo solidale e nella giustizia – ha detto uno dei relatori, Filomeno Lopez della Guinea Bissau – che non è un problema di leggi ma di autenticità di vita. La missione è un atto umano, tutti vi siamo chiamati, per promuovere l’uomo nella sua totalità”. “Occorre ritrovare il coraggio di rinnovare il nostro essere Chiesa e il nostro evangelizzare – ha ribadito padre Franco Cagnasso superiore generale del Pime e moderatore nel dibattito sull’Asia e Oceania – Le Chiese in Asia hanno molti problemi ma sono vive e coraggiose e soprattutto lasciano molto spazio ai laici e alle donne”. La missione deve saper dialogare con le varie culture e le varie religioni. “Stando in Asia – ha dichiarato padre Cagnasso – occorre sempre chiedersi in quale punto dell’Asia ci troviamo, con quale popolo abbiamo a che fare e quale religione professa”. Per l’America latina, Maria Teresa Porcile Santiso, docente di teologia in Uruguay, ha osservato che la missione ha i caratteri femminili: “Oltre il 50 per cento dei missionari sono donne”.