A chiederselo è l’Agesc (Associazioni genitori scuole cattoliche), che, all’inizio del nuovo anno scolastico, manifesta “inquietudine per il prevalere di un gioco politico che tende a cancellare gli impegni assunti dalla maggioranza di governo, dal Ministro della Pubblica Istruzione e dello stesso presidente del Consiglio”. Berlinguer, lamenta in particolare l’Agesc, “che nel recente passato aveva sostenuto che dopo l’autonomia sarebbe certamente arrivata la parità, oggi che l’autonomia è diventata legge sostiene che la parità non è prioritaria, che è un problema fra i tanti”. Il non riconoscere la parità scolastica, fa notare l’Agesc, significa non rispettare i diritti delle famiglie, “che continuano a sopportare oneri ormai insostenibili per una scelta educativa che la Costituzione vorrebbe libera”, oltre che non rispettare il lavoro “delle migliaia di cooperative ed istituzioni scolastiche e delle decine di migliaia di docenti della scuola non statale, che nonostante tutto si ostinano ad offrire ai ragazzi un positivo percorso educativo, condiviso dalle famiglie”. L’Agesc, nella nota, si dichiara anche contro “la non accettabile mediazione sull’innalzamento dell’obbligo scolastico, che rischia di sacrificare la formazione professionale, non riconoscendola fra le possibili opzioni per adempiere all’istruzione obbligatoria”.