CCEE: “IN EUROPA UN’EVANGELIZZAZIONE DI QUALITÀ NUOVA”

Con queste parole di Giovanni Paolo II, mons. Aldo Giordano, segretario generale del Consiglio delle Conferenze episcopali europee (Ccee) ha definito il “filo rosso” che ricollega i lavori del Ccee e le sue attività “per non cadere – ha aggiunto – in una mera frammentazione di iniziative”. Nel corso dell’incontro annuale del Ccee a Mosca, i vescovi presenti hanno riflettuto sui “lineamenta” del Sinodo europeo che si terrà nel 1999 sul tema “La presenza di Gesù Cristo, speranza per l’Europa”. “Si sono sottolineate alcune linee e tra queste è emersa l’esigenza – ha spiegato mons. Giordano – di approfondire il rapporto con la cultura europea, cercando con essa un dialogo aperto e senza cadere nel rischio di una visione pessimistica. Si è poi ribadita l’importanza della presenza di Cristo nella comunità perchè questo modo di essere Chiesa permette oggi di aprire un cammino nuovo di evangelizzazione: vivere la presenza di Cristo nella comunità significa portare Cristo nel sociale e al mondo”. Per quanto riguarda l’ecumenismo, i vescovi hanno ripreso i progetti già avviati in collaborazione con la Conferenza delle Chiese europee (Kek). “Si è rilanciata l’idea – ha detto mons. Giordano – di stendere entro il 2001 una Carta ecumenica e il progetto di un incontro ecumenico europeo sempre nell’anno 2001. Ma si è anche sottolineata l’importanza di intensificare a livello locale e per il Giubileo dell’anno 2000 le iniziative a carattere ecumenico”. Numerosi sono gli appuntamenti che il Ccee ha messo in calendario: sono una serie di congressi che prendono in esame vari ambiti (famiglia, economia, società, ambiente e lavoro) e il cammino di riconciliazione tra i cristiani e di dialogo con le altre religioni. A Mosca si è parlato anche dell’impatto che il buddismo sta avendo sulla cultura occidentale: il numero dei buddisti nella sola Europa pare oscilli tra 1 e 3 milioni.