L’ arcivescovo Laurent Monsengwo Pasinya ha chiesto a tutti i congolesi e ai gruppi implicati nella guerra nel Congo di trovare una soluzione ai problemi attraverso “il dialogo e il consenso”, rompendo “il ciclo infernale e irreversibile dell’ odio, della xenofobia, delle divisioni etnocentriche.”Mons.Monsengwo, ha lanciato l’appello alla pace domenica scorsa, nella cattedrale di Kisangani. La città, la terza del Congo, a 1200km a nord di Kinshasa, e la zona circostante è in mano ai ribelli ed è teatro di scontri fra le Forze Armate di Kabila, truppe angolane e dello Zimbabwe, che fronteggiano banyamulenge, ugandesi e rwandesi.”In questi giorni di guerra -ha detto l’arcivescovo- il nostro Padre domanda a ciascuno:Dov’ è tuo fratello?; Che hai fatto di lui?. Queste parole di Dio risuonano fortissimo in questi giorni, in cui siamo spinti verso un ciclo infernale e irreversibile di odio, di xenofobia, di divisioni etnocentriche, di vendetta, di violenza e di guerre fraticide. Eppure la soluzione dei nostri problemi nell’ Africa Centrale e nei paesi dei Grandi Laghi non sta in questa guerra inutile, ma nella riconciliazione, concordia, dialogo, consenso, giustizia, pace; nell’instaurarsi di uno stato di diritto all’interno di ogni paese”(…).Il pericolo per tutti i paesi dei Grandi Laghi non viene dall’ esterno, ma dall’ interno di ogni nazione”. Mons.Monsengwo ha invitato quindi alla preghiera” perché cessi per sempre la conquista del potere attraverso le armi: non si può uccidere il popolo che si deve governare; non si distrugge il paese che si deve costruire! Un potere conquistato con le armi si difenderà con le armi; esso rischia di essere repressivo e oppresivo(…). Risparmiamo i lutti e le lacrime ai nostri popoli già troppo offesi. Privilegiamo le vie del dialogo, della giustizia e della pace!!”.