MASS-MEDIA E TUTELA DEI MINORI: “LE NORMATIVE ESISTENTI NON VENGONO APPLICATE”

“Intervenire è diventato ormai un dovere morale visto che da troppo tempo ci stanno prendendo in giro. Nulla delle normative esistenti in materia di tutela dei minori nel campo audiovisivo, viene applicato”. Lo denuncia Enea Piccinelli, segretario generale del Copercom, il Coordinamento delle associazioni per la comunicazione, che si è riunito oggi a Roma in giunta. Tra le varie iniziative, il Copercom che riunisce 19 associazioni, sta studiando modi e strumenti per promuovere nel paese “un dibattito sui danni che violenza e pornografia multimediale possono arrecare sui minori”. “I bambini – spiega Piccinelli – stanno davanti allo schermo fino alle dieci e mezzo di sera e basta accendere la televisione per rendersi conto di cosa passa in quella fascia oraria. I fumetti per i ragazzi hanno oltrepassato ormai ogni limite. La letteratura per l’infanzia e l’adolescenza è praticamente in mano a chi non sembra idoneo a educare. Ma soprattuto mancano programmi specificatamente rivolte ai minori e quelli che ci sono, è vero che non contengono scene di violenza grave o pornografiche ma si rivelano comunque programmi assolutamente non adatti alla prima infanzia e all’adolescenza”. A questo proposito, Piccinelli ricorda il Codice di autoregolamentazione che nei mesi scorsi ha messo insieme Rai e Mediaset, e che “sta ancora al punto di partenza. Dopo aver atteso per lunghi mesi la nomina della Commissione, stiamo ancora attendendo che la Commissione diventi operativa. I risultati non si vedono e non si ha finora notizia di nessuna decisione assunta”. “Siamo arrivati al punto – conclude Piccinelli – in cui ci vuole una risposta corale, un movimento di opinione pubblica affinchè le leggi siano applicate”.