I VESCOVI FRANCESI: “NO” ALLE COPPIE DI FATTO

“Una legge inutile e pericolosa”: così il Consiglio permanente dei vescovi francesi definisce il “patto civile di solidarietà” (Pacs), una proposta di legge attualmente allo studio in Francia, rivolta a stabilire “un quadro giuridico per le coppie che non possono o non vogliono sposarsi”. Lo ha reso noto oggi il portavoce della Conferenza episcopale francese padre Olivier de la Brosse. Secondo i vescovi francesi, il Pacs “prende a prestito, senza le obbligazioni corrispondenti, la maggior parte dei diritti inerenti al matrimonio, rendendo quest’ultimo, alla fine, inutile”. Il matrimonio, al contrario, “non è un semplice contratto o un affare privato, ma costituisce una delle strutture fondamentali della società”, e perciò “deve essere valorizzato come l’alleanza privilegiata tra un uomo e una donna”. La società, sottolineano i vescovi francesi, “non deve riconoscere tutte le associazioni affettive che appartengono all’esperienza singola di ciascuno e alla sfera del privato. La legge non può edificarsi che su realtà universali e non su desideri o rappresentazioni affettive singolari”. L’obiettivo principale della proposta di legge, si legge nella nota, è quello di “fornire un riconoscimento sociale alla relazione omosessuale”: ma soltanto la relazione tra un uomo e una donna, osservano i vescovi, “può essere qualificata come coppia, perché implica la differenza sessuale, la dimensione coniugale, la capacità di esercitare la paternità e la maternità”.