“Invitiamo coloro che trattengono padre Luciano Benedetti a lasciarlo libero quanto prima”. E’ l’appello di padre Franco Cagnasso, superiore generale del Pime (Pontificio istituto missioni estere), che richiede la liberazione del missionario del Pime rapito 9 giorni fa a Sibuco, diocesi di Dipolog, nelle Filippine meridionali. Riguardo alla notizia diffusa oggi su un riscatto chiesto dai sequestratori di 20 milioni di pesos (circa 790 milioni di lire), il Pime precisa di non aver ricevuto ufficialmente nessuna richiesta, e che l’informazione proviene da fonti militari.”Apprezziamo la determinazione con cui il governo e le forze dell’ordine delle Filippine si stanno prodigando – afferma padre Franco Cagnasso, superiore generale del Pime -. Abbiamo intenzione di continuare ad affrontare questa grave emergenza in piena sintonia con la Chiesa delle Filippine e con i suoi Pastori, secondo i criteri che essi già hanno seguito in situazioni analoghe, e che hanno condotto a conclusioni pacifiche e positive, senza cedimenti alla prepotenza né alla violenza”. Padre Cagnasso dice di non avere ancora “elementi precisi per capire chi siano i rapitori e perché abbiano commesso questo crimine; tuttavia, le modalità in cui è avvenuto ci danno l’impressione che il rapimento non sia stato premeditato. Per questo riteniamo che i primi a voler liberare l’ostaggio siano oggi i rapitori stessi”. Per questo motivo, precisa, “i vescovi delle Filippine hanno chiesto che venga rallentata la pressione sui sequestratori, in modo che sia possibile trovare una via per la liberazione pacifica e senza condizioni”.