Hanno sottolineato l’urgenza di una ricostruzione anche in termini di sviluppo umano e sociale, i vescovi di quattro delle diocesi più colpite dal terremoto del 26 settembre scorso, intervenuti oggi a Roma alla conferenza stampa organizzata dalla Caritas italiana, alla presenza di mons. Ennio Antonelli, segretario generale della Cei. La Caritas ha segnalato anche due iniziative che si svolgeranno a Nocera Umbra la sera del 25 settembre e la mattina del 26: una veglia di preghiera e riflessione (dopo una marcia simbolica dai luoghi terremotati) e una concelebrazione di ringraziamento “perché il terremoto ha risparmiato la vita di tante persone”.Ricordando che in quasi tutte le diocesi colpite stanno per partire i lavori per le case meno lesionate (con contributi fino ad un massimo di 60 milioni), i vescovi hanno riconosciuto l’importanza del ruolo svolto dalla Caritas e dai suoi volontari (anche attraverso i gemellaggi tra Caritas diocesane), oltre a ringraziare lo Stato per la tempestività degli interventi: “Per una volta dobbiamo uscire dalla tradizione di denuncia delle inadempienze da parte delle istituzioni – ha detto mons. Riccardo Fontana, arcivescovo di Spoleto-Norcia -. Ma se la gente ha ancora speranza e voglia di ricostruire questo è dovuto soprattutto alla Chiesa e al volontariato. Ora è necessario puntare sullo sviluppo di questa area montana dell’Umbria: la Chiesa deve farsi portavoce di una ricostruzione diversa”. Anche mons. Sergio Goretti, vescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino, ha sottolineato l’importanza di “ricostruire bene” per non dover vedere i danni di un altro terremoto. Ancora lunghi i tempi per la ricostruzione nella diocesi di Camerino-San Severino Marche: “Almeno un anno”, ha riferito il vescovo, mons. Angelo Fagiani. Mons. Bertoldo Arduino, vescovo di Foligno, ha descritto l’anno appena trascorso come un periodo in cui “la grande speranza si è alternata ad una grande