“La visita tanto attesa sta per arrivare” e pur avendone avuto un anticipo questa estate tra i villeggianti e i turisti di Borno, “essa non cessa di entrare nella storia locale come un avvenimento straordinario e una grande grazia di Dio anche per le due circostanze che la accompagnano”. Così mons. Bruno Foresti, vescovo di Brescia, descrive lo stato d’animo con cui la città si appresta ad accogliere domani il Santo Padre, in visita per la conclusione del primo anno centenario della nascita di papa Paolo VI e per la beatificazione di Giuseppe Tovini. Il vescovo esprime la riconoscenza della città per il Santo Padre, “tanto più conoscendo – dice – quanta fatica la visita costa al Papa. Tutti noi ci siamo resi conto come la sofferenza fisica incida sulla sua persona, non intaccando per nulla, peraltro, la lucidità della sua mente e la amabilità della sua attenzione verso ognuno che lo cerca”. Per il settimanale diocesano “La Voce del Popolo”, la “festa assume – spiega il direttore Gabriele Filippini – un valore singolare poichè la beatificazione di Giuseppe Tovini è la beatificazione del suo iniziatore”. Dietro le pagine della testata, vi sono dunque “il cuore, la mente e lo spirito” del nuovo beato bresciano e la sua beatificazione è occasione per rinnovare l’impegno nel “continuare – prosegue Filippini – l’eredità ideale e lo spirito di libertà”. In un’intervista al settimanale diocesano, mons. Giovan Battista Re, sostituto alla Segreteria di Stato sottolinea il legame che unisce papa Montini al pontefice polacco: “se Paolo VI ha il merito di aver portato a termine – dice – il Concilio Vaticano II” l’attuale Pontefice “è colui che ha profuso ogni sforzo per la sua attuazione nella Chiesa, spalancandola al vivificante alito dello Spirito”.