“I missionari lascino l’India”: questo il titolo di un articolo pubblicato nei giorni scorsi dal giornale indiano “Asian Age”, e firmato dal “Bajrang Dal”, un gruppo fiancheggiatore del partito dominante indiano, il “Bharatiya Janata Party”. A darne notizia è l’agenzia Fides, che informa anche dello “sconcerto” manifestato da cattolici e protestanti di fronte a tale richiesta. L’autore dell’articolo, Surendra Kumar Jain, presidente nazionale del Bajrang Dal, ha minacciato che il gruppo lancerà un secondo movimento “Quit India” contro i missionari cristiani; il movimento “Quit India” è stato creato nel 1942 dal Partito del Congresso sotto il Mahatma Ghandi, per l’indipendenza dell’India dal dominio britannico. Un portavoce ufficiale dell’organizzazione cattolica dei laici, “All India Catholic Union”, Dolfy D’Souza, ha detto che “il gruppo Bajrang Dal sta costruendo un clima di avversione contro le comunità di minoranza, particolarmente cristiane, sulla base di false accuse, dichiarando che i missionari hanno connessioni con il traffico di droga e con le forze secessioniste che lavorano per la disgregazione del Paese”. Il presidente nazionale del gruppo, informa Fides, è arrivato a dire che “i cristiani non hanno diritto di vivere in India”. Altri attivisti indù hanno accusato i cristiani di aver convertito gruppi tribali e indù attraverso l’educazione e il servizio sociale: “I cristiani – hanno detto alcuni di loro – stanno mettendo in pericolo l’unità, l’integrità della nazione e le radici culturali della società indù”. “Non facciamo proselitismo – ha replicato un sacerdote di Ahmedabad – . Nessuno nella Chiesa potrebbe pensare a questo modo ormai sorpassato di agire”.