Questo è l’appello lanciato ieri da Dino Boffo, direttore di “Avvenire” al convegno “Il presbitero e gli organismi ecclesiali di partecipazione” che si conclude oggi a Roccaraso (Aq), organizzato dalla commissione presbiterale regionale di Abruzzo e Molise. “Ho l’impressione che nei confronti dei consigli pastorali e forse anche nei confronti dei laici, si respiri un’aria di disillusione. Riconoscendo “una cera inadeguatezza del laicato non tanto nella condizione spirituale” quanto in quella “pastorale e culturale”, Boffo ha sottolineato l’urgenza di investire sui laici per ridare “passo missionario alle parrocchie” perché queste escano dallo steccato dell'”autoreferenzialità” occupandosi non solo di “coloro che già vengono” ma anche di quelli che sono “fuori. “I laici crescono – ha proseguito – se si cammina con loro, se li coinvolgiamo della missione della Chiesa, se rischiamo con loro. Qualunque progetto di seria innovazione pastorale ci è interdetto se non si riconsidera il ruolo dei laici”. Boffo ha poi invitato i sacerdoti a “non sentire i laici come competitori, o concorrenti” ma piuttosto a “suscitare e alimentare le loro energie, inquietare i loro animi” indicando loro “gli strumenti dell’autoformazione culturale e spirituale”. Non si tratta di creare un “laicato d’èlite” ma un laicato adulto che senta la “Chiesa come casa propria”. La formazione dei laici richiede “atteggiamenti stabili, non stagionali o ad ondate” deve essere perseguita strategicamente “con una continua disponibilità all’ascolto, finezza di discernimento, pazienza nelle relazioni e una concezione non proprietaria della Chiesa”. Allo stesso modo il laico deve “evitare una mentalità di rivendicazione di tipo sindacale, avere un’attitudine al dialogo, all’ascolto, essere capace di argomentare le sue proposte ed avere costanza di presenza”.