MONS. DI FILIPPO: “NO AD UN PARROCO TUTTOFARE”

“In questo convegno si è sentita la necessità di realizzare iniziative comuni a tutta la regione. Come i relatori intervenuti hanno sottolineato, occorre un cambiamento di mentalità, volontà di dialogo, e smascherare tante immaturità. E’ necessaria una conversione dall’isolamento ed una maggiore partecipazione per conoscerci e condividere, muovendosi gradualmente verso le unità pastorali di cui tutti avvertono l’utilità”. Così il vescovo di Avezzano, mons. Armando Dini, ha sintetizzato i lavori del primo incontro dedicato ai sacerdoti dell’Abruzzo e del Molise, conclusosi oggi a Roccaraso (Aq).”Non è stato solo un convegno per i sacerdoti – ha ribadito mons. Ettore Di Filippo, presidente della Conferenza episcopale di Abruzzo e Molise – ma anche uno stimolo ai laici per avviare nuove forme di collaborazione e di partecipazione che consentano di affrontare, insieme, le grandi sfide del terzo millennio, prima fra tutte l’evangelizzazione”. La vita stentata di molti consigli pastorali e la loro assenza in molte parrocchie ha interrogato gli oltre 150 sacerdoti presenti. “Si impone un cambiamento di mentalità ha continuato Di Filippo – per passare dal prete che gestisce tutto da solo a quello che si apre alla missione in unione con il vescovo e i suoi fratelli presbiteri e laici”. L’apertura al dialogo deve coinvolgere anche i religiosi, “con i quali – ha detto mons. Edoardo Menichelli arcivescovo di Chieti-Vasto – i rapporti non sono sempre semplici”, e con le religiose, “non serve, ma collaboratrici”. Infine, mons. Dini ha ribadito la necessità di prestare attenzione “all’equilibrio psichico dei candidati al sacerdozio e all’importanza dello psicologo nei seminari”. Ai vescovi, invece, “è richiesto il coraggio di scegliere i preti migliori e di dare ai seminari i migliori educatori e padri spirituali”.