“C’è una base comune tra la tossicodipendenza ed altre espressioni della devianza, in primo luogo il crimine organizzato: questa base comune è il bisogno di appartenenza che nasce da una profonda solitudine, dalla ricerca di identità, dalla mancanza di riferimenti, dallo stare sulla soglia, ai margini della vita sociale”. Lo ha affermato Bianca Costa Bozzo, presidente della Federazione italiana comunità terapeutiche (Fict), a conclusione del convegno che si è svolto in questi giorni a Caserta sul tema “Educare la persona per costruire il territorio. Un’avventura educativa per famiglie, operatori sociali e insegnanti”. “Sappiamo bene – ha continuato – che il mondo della droga, così come quello del crimine organizzato, ha le sue regole precise, i suoi rituali: per un giovane in difficoltà, che non riesce a trovare stimoli nella famiglia, nella scuola ed in nessuna delle altre agenzie educative del territorio, questo mondo può esercitare un fascino pericoloso con le sue immaginabili conseguenze”. “E’ giunto il momento – ha sottolineato Costa Bozzo – per i nostri centri e le nostre comunità, di guardare ed ascoltare i giovani con occhi ed orecchie diversi. Non possiamo più rimanere inerti di fronte a tanti giovani che ci interrogano e ci stimolano, magari attraverso richieste diverse, magari con provocazioni nuove ed inaspettate, che spesso ci colgono impreparati. La matrice comune che ci caratterizza e ci distingue è l’attenzione per l’uomo e non solo per il tossicodipendente. Questo non significa trascurare il problema della droga, ma riconoscere l’evoluzione del fenomeno, che è tale da rendersi spesso invisibile, se è vero che nuove droghe si sono aggiunte a quelle già note e sono mutate le stesse modalità d’assunzione”.