Una persona “disponibile e affabile”: così il card. Silvano Piovanelli, arcivescovo di Firenze, ha definito il patriarca di Costantinopoli, Bartolomeo I, che ha incontrato nei giorni scorsi in Turchia. Nella conversazione di ieri a “Radio Monte Serra”, l’emittente diocesana, il cardinale ha parlato in questi termini dei progressi fatti nel cammino ecumenico dalla Chiesa ortodossa e da quella cattolica: “Da un punto di vista umano – ha detto – mi sembra che le porte siano aperte, che vi sia un’accoglienza fraterna, stima reciproca ed amicizia”. Sotto il profilo teologico e dottrinale, però, i “passi più lunghi”, ha osservato Piovanelli, “li ha fatti il Papa”, nella lettera “Orientale lumen”. E’ da qui che “tutte le Chiese” devono partire, per “non trascurare nessuna occasione per esprimere l’amicizia, realizzare incontri e nello stesso tempo approfondire anche la conoscenza”. Riguardo agli sviluppo futuri, secondo l’arcivescovo di Firenze è “difficile prevedere ciò che succederà, ma bisogna diventare sempre più capaci, se necessario, di forzare luoghi comuni, facili rassegnazioni, posizioni di stallo perché ci si possa aprire a quello che il Signore prepara per l’unità della Chiesa, che Lui desidera fortissimamente”.