“La tentazione di ridurre il cristianesimo a moralismo, di considerare tutto sulla base dell’azione morale dell’uomo è grande in tutti tempi” e ciò succede quando “l’uomo vede solo se stesso e Dio rimane invisibile e intoccabile”. Lo ha detto il prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, cardinale Joseph Ratzinger, intervenendo ieri sera a Roma alla presentazione del libro “Il potere e la grazia. Attualità di sant’Agostino”, a cura della rivista “30 Giorni” diretta dal senatore Giulio Andreotti. Il cardinale ha parlato del riaffacciarsi nella cultura moderna di un nuovo “deismo”. “La nostra idea delle leggi naturali – ha spiegato – non ci permette più facilmente di pensare ad un’azione di Dio nel mondo. Sembra che non ci sia più spazio per l’agire di Dio nella nostra storia”. “Se si pensa così – ha proseguito il prefetto – il cristianesimo è morto e il linguaggio religioso diventa un linguaggio meramente simbolico e vuoto”. La lezione di Sant’Agostino, “dottore della grazia”, ha fatto notare Ratzinger, è sempre “attuale” perché insegna a “credere che l’Amore è un potere che ha capacità anche oggi di trasformare il mondo”. Per questo, ha detto il cardinale, la fede cristiana è “la religione dei semplici, non è qualcosa di sovraumano ma si realizza nell’obbedienza di chi non si affida al proprio potere e alla propria grandezza bensì si fonda sulla grandezza di Dio ed è consapevole che tale grandezza divina si può raggiungere nel servire e nel perdersi, nel lasciarsi guidare dalla verità e muovere dall’amore”.