“I vostri giornali aiutano a far conoscere e ricercano i sensi del non credente?”. Lo ha chiesto il sindaco di Venezia, Massimo Cacciari, al direttore del quotidiano “Avvenire”, Dino Boffo, e ad una platea di giornalisti cattolici riuniti nei giorni scorsi a Lido di Jesolo (Venezia) su invito del settimanale diocesano “La Vita del Popolo” di Treviso per partecipare ad uno stage sul tema “Cattolici in onda. La sfida del nuovo millennio”. A parere di Cacciari, il “dramma” è quando non c’è comprensione e reciproca conoscenza “tra chi vive in una posizione di fede e chi, invece, inserendosi nella cultura laica contemporanea vive la sua posizione in senso radicalmente opposto alle ideologie e come condizione di ricerca, dubbio, insicurezza, attesa e ascolto. Fino ad oggi questa posizione è stata in gran parte ignorata dalla cultura cristiana anche se le acque si sono cominciate a smuovere, siamo ancora all’inizio”. Senza questo dialogo, “la cultura laica – ha proseguito Cacciari – si acquieta su uno stato di soddisfatto e ‘borghese’ laicismo” e “la fede diventa testimonianza di un morto possesso che non si mette mai in gioco”. Credenti e non credenti, ha detto Cacciari, si pongono oggi di fronte ad una nuova sfida: l’avvento di “una globalizzazione che è soppressione delle differenze e dominio dell’economico, affermazione di una sorta di religio civilis e avvento di un nuovo paganesimo”. E’ una tendenza, ha proseguito il sindaco di Venezia, che non può andare d'”accordo con la tradizione cristiana” e “la figura di questo Papa è emersa in tutta la sua grandezza, proprio quando è crollata con il comunismo, l’ultima ideologia”. (segue)