“Non c’è più spazio e tempo per la Parola e per l’Eucarestia, per la formazione cristiana; si tende a separare il cammino spirituale dall’impegno nel mondo; viene meno l’ascolto di piccoli e poveri; si va perdendo la vitalità politica”. Lo ha affermato il gesuita p. Pio Parisi, consulente ecclesiastico delle Acli durante il VII Incontro nazionale di spiritualità in corso a La Verna con la partecipazione di 150 rappresentanti degli 800.000 aclisti italiani. “Il rischio – ha spiegato p. Parisi – é quello di perdere la laicità intesa come profezia del popolo di Dio sul mondo, che a mio avviso, è ciò di cui il mondo e la Chiesa hanno oggi maggiore bisogno”.Il presidente nazionale Acli, Franco Passuello, ha aggiunto: “Stiamo vivendo una fase di conflitto tra i principi cristiani e la logica del mondo del mercato. Il mercato sta saltando ogni logica tradizionale per farsi stato e potere”.Per promuovere i valori cristiani nella storia, nell’economia, nel lavoro, nel sociale, Passuello ha suggerito “di ricercare, con l’aiuto del magistero della Chiesa, una nuova inculturazione della fede, come si sta cercando di fare con il progetto culturale orientato in senso cristiano”.