“La società e l’economia russa sono in crisi e il numero dei bambini adottati da coppie italiane da Mosca e San Pietroburgo registra una clamorosa impennata”. E’ quanto denuncia l’Associazione Amici dei Bambini (Ai.Bi.), secondo cui “non è una coincidenza casuale il fatto che con 586 bambini adottati dal nostro Paese nei primi sette mesi del ’98 (durante tutto il ’97 sono stati 698) l’Italia è seconda solo agli Usa (3.816 minori adottati)”. Questo “esproprio” dell’infanzia è reso possibile dal fatto che il Parlamento italiano non ha ancora ratificato la Convenzione dell’Aja, che definisce l’adozione internazionale come intervento sussidiario alla cooperazione internazionale. “Occorre fare di tutto – spiega l’Ai.Bi. – perché il bambino rimanga nella sua famiglia, nel Paese d’origine. Solo per quei bambini per i quali non esiste alternativa se non l’istituto e la strada deve attivarsi il meccanismo dell’adozione internazionale”. In Russia sono più di 600 mila i bambini abbandonati: “vogliamo assistere impotenti – si chiede l’Ai.Bi. – al loro sradicamento familiare, sociale, culturale?”. Il Parlamento italiano, invece, “sta perdendo tempo: sono 16 mesi che si sta discutendo la ratifica della Convenzione dell’Aja e la firma di un accordo bilaterale con la Russia”. L’esempio da seguire, si legge ancora nella nota, è quello della Romania, con la quale l’Italia ha recentemente concluso un accordo che “costituisce un prezioso precedente, avendo stabilito il principio per cui l’adozione internazionale è possibile solo in un contesto di cooperazione tra il Paese d’origine e di accoglienza del minore”.