La castità non consiste solo in uno stile di comportamento personale ma è anche “una virtù eminentemente sociale”: lo ha detto oggi a Palermo il card. Salvatore De Giorgi, arcivescovo della città, nella sua omelia in occasione della festa di S.Rosalia. Secondo De Giorgi, infatti, “è dalla comprensione e valorizzazione di questa virtù che dipende, in gran parte, il superamento di certe patologie della nostra società, come la pedofilia, la prostituzione, il traffico della pornografia, dei film e dei telefoni a luci rosse, le molestie e violenze sessuali per non parlare – ha poi aggiunto – delle malattie vecchie e nuove che derivano dall’abuso o dal non retto uso della sessualità”. De Giorgi ha avuto in particolare parole di dura condanna del triste fenomeno della pedofilia, oggi al centro dell’attenzione per gli arresti dei trafficanti via Internet. “I cataloghi dell’orrore e della perversione sessuale – ha detto – dovrebbero renderci tutti pensosi, preoccupati e reattivi: sono il termometro del più avvilente degrado morale che non risparmia neppure i più piccoli”. Nell’omelia, inoltre, il cardinale si è anche occupato della prostituzione e delle multe ai clienti delle lucciole decise da numerosi sindaci. Definendola “piaga antica oggi diventata vero flagello”, De Giorgi ha detto che il fenomeno oggi si presenta in “forme nuove”, specie “nel reclutamento delle donne, provenienti da ogni continente, quasi sempre giovanissime, addirittura adolescenti”. Le multe ai clienti – ha aggiunto – “hanno un loro significato: non è possibile, infatti, debellare la prostituzione finché vi saranno uomini che la richiedono”. L’auspicio conclusivo è stato che ci sia una “mobilitazione delle coscienze ed uno sforzo educativo permanente da parte soprattutto delle famiglie”, per recuperare il significato profondo della sessualità.