“Cristo, sorgente di una cultura nuova per l’Europa alle soglie del nuovo millennio”. E’ il titolo del Simposio pre-sinodale che da oggi fino a giovedì 14, sta riunendo in Vaticano uomini e donne di cultura provenienti da tutta Europa. L’incontro è stato aperto questa mattina dal cardinale Paul Poupard, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, che ha richiamato il secondo sinodo dei vescovi d’Europa che si terrà il prossimo autunno. L’incontro vuole infatti essere una occasione di “scambi inter-disciplinari, inter-confessionali e inter-culturali, di cui i vescovi d’Europa – ha detto il card. Poupard – saranno i primi beneficiari”. Nel discorso di apertura, il cardinale ha fatto subito riferimento al 1989, l’anno della caduta del muro di Berlino, della “implosione dell’impero sovietico comunista leninista e ateo” e della “libertà ritrovata”. “Dieci anni dopo – ha detto Poupard – siamo passati da una euforia esagerata ad una disillusione ingiustificata. Nuove tensioni sono apparse tra gli uomini, nuovi conflitti sono scoppiati tra i popoli, nuovi muri si sono costruiti tra le nazioni”. In breve, “l’avvenire che ci si aspettava, non si è presentato – ha sintetizzato Poupard – e l’entusiasmo illimitato ha ceduto il posto ad un disincanto generalizzato, a una perdita di fiducia e di speranza nel futuro, ad una mancanza di amore”. Il cardinale ha parlato anche di una “laicità snaturata in laicismo intollerante” e di “una pluralità deformata in pluralismo scettico”. Alla “perdita di fiducia nel futuro” hanno contribuito anche “lo smottamento” che ha subito la famiglia, i soprassalti dell’economia e “l’impotenza della politica ad aprire vie nuove per dare lavoro agli uomini e un avvenire ai giovani”. “Il nostro incontro – ha detto Poupard – si iscrive come una appello di speranza”. Al simposio, prenderanno la parola gli italiani Bruno Forte, teologo, Chiara Lubich, presidente del Movimento dei Focolari e il prof. Vincenzo Cappelletti che tratterà il tema “per una nuova cultura scientifica”.