In occasione del tradizionale incontro del Papa con il corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede, per lo scambio degli auguri per il nuovo anno, Giovanni Paolo II ha lamentato che “la cultura della pace è lungi dall’essere universalmente diffusa”. In particolare, ha detto il Papa, “la crisi scoppiata di recente in Iraq ha dimostrato, ancora una volta, che la guerra non risolve i problemi; anzi li complica e ne fa sopportare le drammatiche conseguenze alle popolazioni civili. Sono il dialogo leale, la reale preoccupazione per il bene delle persone e il rispetto dell’ordine internazionale che, soli, possono condurre a soluzioni degne di una regione in cui si radicano le nostre tradizioni religiose”. Il Papa ha ricordato anche la “instabilità” nella regione dei Balcani e soprattutto l’Africa, che “continua ad essere un continente a rischio” perché dei 53 Stati che la compongono, ben 17 sono protagonisti di conflitti militari interni o con altri Stati. Giovanni Paolo II ha anche espresso la sua “dolorosa preoccupazione di fronte alle troppo numerose violazioni della libertà di religione nel mondo di oggi”.” “Al termine di questa analisi della situazione internazionale il Papa ha lanciato un appello al corpo diplomatico: “In questo ultimo anno prima del 2000 si impone un sussulto della coscienza” affinché vengano rispettate e applicate le norme e le convenzioni internazionali esistenti. “Il diritto internazionale non può essere quello del più forte, – ha aggiunto il Papa – né quello di una semplice maggioranza di Stati, e neppure quello di un’organizzazione internazionale, ma quello che è conforme ai principi del diritto naturale e della legge morale, che s’impongono sempre alle parti in causa e nelle varie controversie”.” “