VIOLENZA A MILANO: LA COLPA È SOLO DEGLI IMMIGRATI?

“Dopo un periodo di pace natalizia propiziata dalla serena invasione dei giovani di Taizé, la città di Milano è come infestata dallo scatenarsi dello spirito del male”. Questo il commento di padre Ferdinando Colombo, direttore della Fondazione Migrantes di Milano, all’attuale “emergenza criminalità” nel capoluogo lombardo, che ha fatto registrare ben nove morti in tre giorni. “Un assassinio al giorno – si legge nella nota diffusa dalla segreteria per gli esteri della diocesi ambrosiana – stupisce i milanesi di nascita e di adozione. Giustamente si cercano i responsabili di questi fatti efferati, che sono da trovarsi nel sottobosco della micro e macrodelinquenza coltivata e organizzata da elementi nostrani e immigrati”. Tuttavia, precisa Colombo, “sarebbe del tutto ingiusto far ricadere solo sugli immigrati la totale responsabilità di questi fatti. Gli immigrati che delinquono e che devono essere perseguiti a norma di patrie leggi rovinano l’immagine delle migliaia di lavoratori pacifici venuti da lontano a cercare nella capitale industriale, commerciale italiana, una situazione di vita più dignitosa”. Ai pochi immigrati che delinquono, continua il direttore Migrantes, rispondono “migliaia di donne e giovani che sostano al capezzale dei nostri malati, o fanno compagnia ai nostri anziani, o spazzano i nostri pavimenti, o lavano i piatti nei nostri ristoranti, o sudano davanti ai nostri altiforni, o fiutano l’odore poco gradevole delle nostre concerie”. Colpevolizzare gli immigrati, conclude Colombo, significa “anche offendere l’innocenza di tanti bambini figli di immigrati nati in città e che riempiono i banchi di scuola lasciati vuoti dalla denatalità nostrana”. “Dopo un periodo di pace natalizia propiziata dalla serena invasione dei giovani di Taizé, la città di Milano è come infestata dallo scatenarsi dello spirito del male”. Questo il commento padre Ferdinando Colombo, direttore della Fondazione Migrantes di Milano, all’attuale “emergenza criminalità” di Milano, che ha fatto registrare ben nove morti in tre giorni. “Un assassinio al giorno – si legge nella nota diffusa dalla segreteria per gli esteri della diocesi ambrosiana – stupisce i milanesi di nascita e di adozione. Giustamente si cercano i responsabili di questi fatti efferati, che sono da trovarsi nel sottobosco della micro e macrodelinquenza coltivata e organizzata da elementi nostrani e immigrati”. Tuttavia, precisa Colombo, “sarebbe del tutto ingiusto far cadere solo sugli immigrati la totale responsabilità di questi fatti. Gli immigrati che delinquono e che devono essere perseguiti a norma di patrie leggi rovinano l’immagine delle migliaia di lavoratori pacifici venuti da lontano a cercare nella capitale industriale, commerciale italiana, una situazione di vita più dignitosa”. Ai pochi immigrati che delinquono, continua il direttore Migrantes, rispondono “migliaia di donne e giovani che sostano al capezzale dei nostri malati, o fanno compagnia ai nostri anziani, o spazzano i nostri pavimenti, o lavano i piatti nei nostri ristoranti, o sudano davanti ai nostri altiforni, o fiutano l’odore poco gradevole delle nostre concerie”. Colpevolizzare gli immigrati, conclude Colombo, significa “anche offendere l’innocenza di tanti bambini figli di immigrati nati in città e che riempiono i banchi di scuola lasciati vuoti dalla denatalità nostrana”.