“Solidarietà” alla Chiesa ambrosiana, ma anche a quella siciliana “per i gravi atti di sangue che si sono registrati in questi primi giorni del nuovo anno”. E’ quanto esprime mons. Antonio Napoletano, vescovo di Sessa Aurunca (Caserta), rivolgendosi ai credenti e agli uomini di buona volontà “perché diano una testimonianza di impegno civile e morale a sostegno della causa della legalità e della giustizia sociale”. “Al termine del secondo millennio – scrive il vescovo – è doloroso constatare che nelle nostre città esistano ancora ciechi, prigionieri ed oppressi che si lasciano pervertire da orme inaccettabili di male non in senso fisico e materiale ma in senso spirituale, morale e sociale. Fino a quando si continua ad uccidere, a violentare, a mentire, a bombardare, a sovvertire l’ordinamento civile della società, è segno che né la ragione né la fede regolano le convinzioni degli uomini. C’è uno stridente contrasto tra la realtà che si professa e si celebra nei sacramenti del Battesimo e della Confermazione, e lo spargimento di sangue nelle nostre strade, l’immobilità di chi deve attuare con fermezza la giustizia sociale e il permissivismo dilagante di illegalità”. Di qui il richiamo esplicito alla responsabilità dei credenti: “Il Giubileo – osserva Napoletano – è un’occasione di forte riscatto personale e sociale. All’emergenza di nuove povertà, bisogna contrapporre uno stile di sollecitudine caritativa e sociale che si prenda cura delle situazioni difficili con interventi concreti e continui per chi ha fame e sete, per chi è senza vestiti, senza casa, senza lavoro, senza denaro, per chi è costretto ad allontanarsi dalla sua nazione, per chi è carcerato, per chi muore senza ragione”.