Sono 46 i paesi a maggioranza islamica dove non è rispettata la libertà religiosa ed oltre 30 milioni i cattolici in essi perseguitati. E’ quanto emerge dal Rapporto 1998 su “La libertà religiosa nei Paesi a maggioranza islamica”, promosso dal Segretariato italiano dell’associazione “Aiuto alla Chiesa che soffre”, che è stato presentato questa mattina a Roma nel corso di un convegno. “Una tra le più odiose violazioni dei diritti umani, l’intolleranza religiosa – spiega il curatore della ricerca, Andrea Morigi – in diversi Paesi islamici impedisce a chi non è musulmano anche solo di pregare in pubblico, costringendo i cristiani, ma non solamente loro, a vivere in condizione di inferiorità sociale a causa della loro fede, in una condizione che viene definita di cittadinanza imperfetta”. ” “Tra i Paesi dove la libertà religiosa è a rischio, vi sono l’Indonesia, l’Arabia Saudita, le Repubbliche ex sovietiche e il Sudan. Morigi ha sottolineato la varietà delle situazioni e le diverse tipologie di mancato rispetto del diritto alla pratica e all’espressione religiosa. “Ciò che si ritrova più comunemente – ha proseguito il curatore della ricerca – è l’impedimento alla pratica pubblica e in alcuni casi privata della fede e la proibizione della conversione al cristianesimo che può comportare la perdita dei beni e lo stato di una cittadinanza ridotta o minore”. Il rapporto ribadisce anche che il problema del mancato rispetto della libertà religiosa è segno di un processo “a dimensione mondiale che vede la progressiva etnicizzazione delle culture, incapaci di assumere elementi dall’esterno”. Ma il rifiuto di apporti culturali esterni rischia di provocare, affermano i ricercatori, la decadenza delle stesse culture che si vorrebbero difendere. (segue) ” “