LEGGE SUI TRAPIANTI: PROIETTI (CATTOLICA) E DI VIRGILIO (AMCI): “UN PASSO AVANTI”

“Un passo avanti che può aiutare il servizio sanitario nell’organizzazione delle attività che conducono al trapianto di organi” e che “permette anche di responsabilizzare i cittadini sull’atto fondamentale della donazione”. Questo il giudizio di Rodolfo Proietti, direttore dell’Istituto di anestesiologia e rianimazione del Policlinico Gemelli di Roma, sul progetto di legge sui trapianti, approdato alla Camera, dopo un anno e mezzo di tormentato iter parlamentare. Secondo Proietti, il “silenzio-assenso informato” è una “via praticabile per far aumentare le donazioni di organi nel nostro Paese, senza però ledere il diritto di scelta del singolo”. Soltanto un’informazione “corretta e capillare”, precisa infatti docente, “può giustificare la pratica del silenzio-assenso informato”, in base alla quale il cittadino dovrà dire se intende donare o non donare gli organi ed il suo eventuale silenzio sarà considerato come un assenso. Anche l’Associazione Medici Cattolici Italiani (Amci) sollecita l’approvazione della nuova legge, a patto che, però, la formula del “silenzio-assenso informato” non diventi “lo strumento di acquisizione generalizzata di un consenso non espresso, che finirebbe con il vanificare proprio l’obiettivo primario della legge”, in cui si sottolinea il “valore etico” della donazione “privilegiando la soggettività della libera scelta”. Secondo Domenico Di Virgilio, presidente dell’Amci, “è necessario liberare l’esercizio della responsabilità del consenso da ogni vincolo burocratico”, per esempio affidando “al medico di famiglia o, in alternativa, alle associazioni di volontariato riconosciute, il compito di raccogliere la volontà dei cittadini dopo averli accuratamente, chiaramente, correttamente e ripetutamente informati sui contenuti della legge, sulle certezze della scienza in merito ai criteri di accertamento della morte, sul valore etico della donazione e sulle attese dei malati”.