MIGRANTES: DON BERETTA E “LA LOGICA DELL’AMORE SENZA CONDIZIONI”

“Non si vuole mettere in sordina la realtà atroce di un assassinio sul quale attendiamo che la giustizia faccia chiarezza e risponda con rigore ma in questo momento prevale l’ammirazione e il fascino per questa figura di prete, un ‘prete di frontiera’ e non solo perché la sua parrocchia è a ridosso del confine svizzero”. Questo il commento di padre Bruno Mioli, della Fondazione Migrantes, alla notizia dell’assassinio di don Renzo Beretta, il parroco di Ponte Chiasso (Co), ucciso ieri sera da un immigrato.” “Padre Mioli racconta una conversazione telefonica avuta con don Beretta alcuni giorni fa: “Dalla vigoria della parola, dall’impegno in prima persona anche nelle ore della notte, dai progetti che aveva in mente, non si poteva supporre che si trattasse di un uomo di 77 anni, tutti spesi in prima linea sul fronte della carità e dell’accoglienza, non solo per i migranti”. Padre Mioli ricorda che don Beretta parlava degli immigrati come “gente rispettosa, gentile e riconoscente. Fra questa gente, che per lui sono parte del suo gregge, può mescolarsi anche la bestia nera; anche questo va messo in conto”. In questo momento delicato, precisa padre Mioli, “chi ha altri compiti da svolgere, magari nella logica della sicurezza e dell’ordine pubblico, lo faccia, è suo dovere. Ma ciò non intacchi l’immagine di chi va avanti fino in fondo nella logica dell’amore senza condizioni, che può tradursi nella logica del martirio”. Anche mons. Alessandro Maggiolini, vescovo di Como, in una lettera aperta scritta il 16 gennaio scorso ringraziava don Beretta per il suo educare i parrocchiani alla carità, perché “l’ospitalità sia l’abbraccio che unisce”.” “