“L’attuazione della parità scolastica non si può più rinviare”. E’ quanto scrive padre Bartolomeo Sorge, nel numero di “Aggiornamenti sociali” (febbraio ’99) in corso di pubblicazione, precisando che è “anacronistico, nell’Europa del Duemila, pensare che in un qualsiasi Paese dell’Unione la scuola possa ancora essere ritenuta come funzione esclusiva o privilegiata dello Stato”. In realtà, invece, “il progetto della nostra Costituzione sulla libertà della scuola esclude ogni monopolio educativo dello Stato e garantisce il pluralismo scolastico in via di principio e sul piano della sua effettiva attuazione”. Secondo Sorge, “non è più possibile che in Italia si continui a parlare della scuola come se fosse soprattutto una questione di soldi, quando la coscienza civile contemporanea ha già maturato la convinzione che l’istruzione e l’educazione appartengono all’anima e al futuro stesso di un popolo”. ” “Di qui l’invito rivolto alle forze politiche affinché “si liberino dei vecchi pregiudizi, per lavorare insieme a realizzare un sistema formativo integrato, risolvendo il nodo della parità scolastica all’interno della riforma complessiva della scuola”, senza dimenticare che “l’aspetto primario del problema è quello educativo e culturale; l’aspetto economico viene dopo ed è finalizzato al primo”. Per Sorge, quindi, “solo il dialogo e un confronto democratico maturo consentiranno di sciogliere il nodo della parità scolastica. Non giovano a nulla né le manifestazioni strumentali di piazza, né i fulmini lanciati contro i manifestanti”. Nella prospettiva europea, infine, “l’Italia, che ha mantenuto il passo con l’euro, non può perderlo ora con la scuola”. ” “