GIOVANNI CONSO: PER I DIRITTI UMANI LA RETORICA NON SERVE

“Non occorre rileggere gli ultimi 50 anni di storia, ma basta guardare agli ultimi dieci giorni per capire che sul fronte dei diritti umani c’è ancora molto da fare e che serve una grande operazione culturale”. Giovanni Conso, presidente della Conferenza delle Nazioni Unite per l’istituzione della Corte permanente penale internazionale, svoltasi a Roma l’estate scorsa, intervenendo ieri sera al convegno “Nel rispetto dei diritti umani il segreto della vera pace”, promosso dalla Facoltà di Scienze politiche dell’Università La Sapienza e dal Vicariato di Roma, ha ammesso di provare una “sensazione di disagio profondo” di fronte ai fatti di cronaca internazionale degli ultimi giorni. ” “”Dopo l’esultanza di fine d’anno – ha rilevato -, quando ovunque è stata celebrata la ricorrenza della Dichiarazione universale dei diritti umani, ricordando quanto è stato fatto di positivo, è stato sufficiente osservare quanto è avvenuto negli ultimi dieci giorni in Kosovo, in Sierra Leone e la stessa crisi economica brasiliana, per domandarsi cosa non funziona nel movimento impegnato nella difesa dei diritti umani e quali sono i vuoti da colmare”. Dalla Dichiarazione dei diritti dell’uomo, ha osservato Conso, sono nate “tante convenzioni, tanti protocolli che rischiano di essere fin troppi se non vengono realmente attuati”. La battaglia per i diritti umani, ha proseguito, si complica anche perché in troppi Paesi “uccidere non fa notizia, i giovani vengono allevati alla spietatezza, alla vendetta e ciò non fa altro che produrre altri crimini”. In un simile clima, anche i tribunali internazionali “si vedono sbarrare la strada dai dittatori di turno”. Per rendere effettivo l’impegno per i diritti umani, ha concluso Conso, “non serve l’enfasi, ma, seguendo l’esempio del Papa, occorre un continuo richiamo ai valori e una costante denuncia di tutte quelle violazioni che ogni giorno si consumano nel mondo”.” “