“Solo quando la cultura dei diritti umani diventerà parte integrante del patrimonio dell’umanità allora si potrà guardare con fiducia al futuro”. Lo ha affermato mons. Renato Martino, Osservatore permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite, intervenendo ieri sera ad un convegno promosso dalla Facoltà di Scienze politiche dell’Università La Sapienza in collaborazione con il Vicariato di Roma nell’ambito delle iniziative per celebrare i cinquant’anni della Dichiarazione Universale dei diritti dell’uomo, e dedicato ad approfondire il messaggio di Giovanni Paolo II per la Giornata della Pace 1999: “Nel rispetto dei diritti umani il segreto della vera pace”. ” “Dopo cinquant’anni, ha osservato mons. Martino, “il mondo non si è ancora adeguato ai trenta articoli della Dichiarazione universale dei diritti umani” e i dati lo confermano: attualmente sono in corso 41 conflitti; 100 milioni di mine, seminate in 68 Paesi, uccidono o rendono invalide 26 mila persone ogni anno e fra queste molti sono bambini”. E proprio i bambini, ha sottolineato l’Osservatore della Santa Sede all’Onu, sono i più colpiti dalla mancanza di rispetto dei diritti della persona: oltre ai milioni di morti per guerre, per malattie curabili e per malnutrizione sono 140 milioni i minori in età scolare che non frequentano la scuola; 250 mila sono quelli costretti a lavorare. “La sfida – ha osservato mons. Martino – rimane impegnativa ma non impossibile. L’esperienza insegna che quando si mobilita l’impegno comune e si investono le risorse necessarie è possibile raggiungere buoni risultati. Ma per far questo occorre diffondere quella cultura dei diritti umani di cui parla il Papa nel messaggio per la Giornata della Pace”.” “