“Un’Europa più unita può condurre al rischio di un consolidamento sul fronte dell’egoismo e dell’emarginazione, nei confronti degli esclusi dal banchetto economico e politico di un continente che ha urgenza di sentirsi più forte?”. A questo interrogativo, cerca di dare una risposta, che sia anche “la definizione di un nuovo modello di solidarietà e di volontariato”, il convegno di studio organizzato dal Centro italiano femminile (Cif), in corso oggi a Roma. A parere del Cif, i fenomeni di mondializzazione non “possono sottrarsi ad una riflessione sul cambiamento dello Stato sociale, con l’alibi dell’inevitabilità dei processi imposti da un mercato sempre più allargato”. “Con la convinzione che i nuovi scenari, in particolare europei – affermano i promotori del convegno – portino con loro problemi nuovi che vengono spesso mascherati dietro il paravento indecifrabile di ragioni economiche, gli interventi del Convegno si propongono di fornire un quadro articolato di proposte per Ri-costruire un mondo più solidale”. Nell’intervento di apertura, la presidente del Cif, Alba Dini Martino, ha evidenziato come un tale obiettivo non possa essere “disgiunto dal contributo di un’associazionismo femminile impegnato nel sociale” e dal tentativo di costruire “un nuovo patto di cittadinanza sociale, fondato sui valori della solidarietà e della sussidiarietà propositiva”. Maria Paola Colombo Svevo, eurodeputata, ha incentrato l’attenzione dei convegnisti su quei campi dove l’Unione europea deve agire: la famiglia, “la bassa denatalità dovuta alle scarse garanzie di un futuro stabile per le nuove famiglie” e “il principio di non discriminazione e quello della integrazione”.