PARROCO UCCISO: MONS. LAFRANCONI, “NON AMAVA LE MEZZE MISURE”

“Esigente sobrio, e perfino austero con sé, voleva convincere gli altri a non accontentarsi di mezze misure. Non si può essere cristiani a metà. Si deve tendere, perlomeno tendere, ad esserlo pienamente. Con questa pedagogia don Renzo ha inciso fortemente sulla formazione di tanti cristiani adulti, che oggi gli sono sinceramente riconoscenti”. Così mons. Dante Lafranconi, vescovo di Savona-Noli, ricorda don Renzo Beretta, nel giorno in cui si celebrano i funerali del parroco ucciso. Il vescovo di Savona-Noli ha conosciuto don Beretta quando arrivò come vicario nella stessa parrocchia di Mandello San Lorenzo (Como) dove mons. Lafranconi si trovava in seminario. La serietà e la predicazione sono i tratti del parroco che il vescovo oggi ricorda maggiormente. “La proposta cristiana – spiega mons. Lafranconi – è una proposta seria. Liberi di accettarla o meno; ma se la si accetta, non lo si può fare con superficialità, quasi per finta o per modo di dire, la posta in gioco è grossa, soprattutto se si pensa che Dio ci ama fino a dare la vita”. ” “”Un sacerdote profondamente spirituale, innamorato del Signore Gesù, del Padre dell’amore e dello Spirito Santo di comunione”. E’ il ricordo che mons. Franco Festorazzi, vescovo di Ancona-Osimo, ha di don Beretta. “Da questa intensa vita spirituale – ha detto mons. Festorazzi – proveniva la sua carità pastorale verso tutti, in modo particolare verso i più poveri”. Mons. Festorazzi ha detto di aver ricevuto la notizia durante un intervallo del Consiglio permanente della Cei. “In questo Consiglio permanente – ha detto il vescovo – in cui abbiamo parlato in modo speciale di formazione dei seminaristi e dei sacerdoti, questo avvenimento ha assunto un particolare significato”. ” “